La Sezione Locale della Biblioteca Intitolata a Mariano Corino

Ultima modifica 4 maggio 2021

La sezione locale è quella parte della biblioteca dove si conservano le opere dedicate alla città e al suo territorio, quale sia l’argomento trattato e da qualunque punto di vista o disciplina: quindi, non solo la storia propriamente detta, ma anche le biografie e le storie delle famiglie notevoli; l’arte, la musica e il teatro; il commercio, l’agricoltura, l’industria e l’economia in generale; la geografia e la storia naturale; infine la gastronomia, le tradizioni popolari e il dialetto. In generale, qualunque opera scritta che abbia un soggetto di interesse locale o sia stata prodotta da un autore locale può trovare collocazione in questa specifica  sezione della biblioteca, a qualunque genere appartenga: periodico, rivista, romanzo, raccolta di poesie, saggio, libro fotografico, guida turistica, tesi di laurea, libro di ricette, rapporto annuale, raccolta di statistiche…

Ci si può domandare, a questo punto, quale sia il territorio “coperto” (cioè documentato) dalla sezione locale. Esso può risultare più o meno esteso secondo i casi, poiché comprende quelle aree che per motivi storici, economici e di altro genere sono tradizionalmente legate alla città nella quale si trova la biblioteca. Solitamente coincide con la diocesi e il comprensorio albesi, potendo estendersi fino ad abbracciare la provincia e l’intera regione: quindi, troveremo soprattutto libri sulla nostra città, sulle Langhe, su Bra e sul Roero; quindi, sulla provincia di Cuneo e su quelle circostanti (in particolare Asti) che, per ovvii motivi di vicinanza, intrattengono da sempre rapporti molto stretti con l’albese; infine sulle altre provincie e sul Piemonte in generale, con un’attenzione più marcata per Torino.

La sezione locale albese raccoglie all’incirca seimila unità tra volumi ed opuscoli, suddivisi in diverse categorie secondo l’argomento e il genere: agli utenti non è consentito accedervi direttamente, ma solo attraverso la consultazione dei cataloghi, sia di quelli tradizionali a schede, sia di quelli elettronici disponibili anche su Internet.

Essendo stata fondata in tempi relativamente  recenti e non avendo mai incamerato fondi di particolare rilievo, la civica di Alba non possiede un gran numero di libri antichi (intendendo con questo termine i libri pubblicati fino al 1830, data convenzionalmente accettata come discrimine tra editoria antica e moderna). Tra i volumi di maggior pregio (molti arricchiti da belle incisioni) vanno ricordati sicuramente l’Histoire cronologique de la maison de Savoye di Samuel Guichenon (Lione, 1660) e l’Historia dell’augusta città di Torino di Emmanuele Tesauro, proseguita dal Giroldi e completata dall’abate Ferrero di Lavriano (Torino, 1679 e 1712); mentre tra quelli di autori albesi spiccano il De re militari et bello tractatus di Pierino Belli (Venezia, 1563), i Consiliorum di Jacopo Mandelli (dei quali possediamo due diverse edizioni pubblicate a Venezia rispettivamente nel 1566 e nel 1591), un’edizione delle Opere del vescovo Vida (Mantova, 1588),  La Storia della Sardegna di Michele Antonio Gazano (Cagliari, 1777) e due volumetti che raccolgono diversi scritti del ministro Michele Coppino, per lo più discorsi pronunciati in occasioni pubbliche (commemorazioni, inaugurazioni, etc.).
Nella sezione locale, inoltre, si trovano la collezione completa della rivista storica “Alba Pompeia” (pubblicata a cura del Museo civico di Alba negli anni 1908-1912, 1953-1958 e dal 1980 in poi) ed un gran numero di tesi di laurea. Una citazione particolare meritano gli scritti del celebre storico ed erudito Giuseppe Vernazza (comprese anche molte carte manoscritte che costituiscono uno dei vanti della nostra biblioteca). Una particolare attenzione, infine, è riservata a Beppe Fenoglio: accanto a molte edizioni delle sue opere, comprese alcune traduzioni in lingua straniera (inglese, tedesco, greco, rumeno, danese, etc.) possediamo una nutritissima collezione di saggi che lo riguardano; ma il lettore troverà saggi e biografie anche su altri personaggi celebri (e non solo), come, ad esempio, i beati Margherita di Savoia e Giacomo Alberione, il generale Giuseppe Govone, i pittori Macrino e Pinot Gallizio, etc.