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Pellegrinaggio da Vicoforte ad Alba: la comunità vicese accolta in Municipio dal sindaco

Pubblicato il 1 giugno 2026 • Cultura

 

 

Una giornata di amicizia tra comunità ha riportato oggi ad Alba il tradizionale pellegrinaggio dei vicesi in occasione del 60° anniversario della proclamazione di San Teobaldo a patrono di Vicoforte.

 

La delegazione proveniente da Vicoforte, composta da numerosi cittadini e accompagnata dal sindaco Gian Pietro Gasco, è stata accolta in Municipio dal sindaco di Alba, Alberto Gatto, nell'ambito del programma celebrativo che ha previsto anche la partecipazione alla Santa Messa e la venerazione delle reliquie del Santo in Cattedrale.

 

Particolarmente suggestiva è stata la presenza dei bambini del catechismo di Vicoforte, che hanno preso parte al pellegrinaggio indossando gli abiti di San Teobaldo.

 

Al termine dell'incontro istituzionale, il Comune di Vicoforte ha consegnato all'Amministrazione albese un attestato di riconoscenza per l'accoglienza ricevuta in occasione del pellegrinaggio per il 60° anniversario della proclamazione di San Teobaldo, già compatrono della città di Alba, a patrono di Vicoforte.

 

L'iniziativa ha rappresentato anche il ritorno di un appuntamento particolarmente sentito: l'ultima visita ufficiale dei pellegrini vicesi ad Alba risaliva infatti al 2011, quando vennero celebrati i 300 anni dal primo pellegrinaggio datato 1711 da Vicoforte alla città delle Langhe.

 

«È stato un onore accogliere in Municipio la comunità di Vicoforte in una ricorrenza così importante - ha dichiarato il sindaco Alberto Gatto - La figura di San Teobaldo rappresenta un ponte prezioso tra Alba e Vicoforte, due comunità unite da una storia comune e da un patrimonio di valori che continua a essere tramandato alle nuove generazioni. La numerosa partecipazione e la presenza dei bambini testimoniano quanto questa tradizione sia ancora viva e sentita».

 

Nato a Vicoforte intorno al 1100, San Teobaldo Roggeri rimase orfano in giovane età e si trasferì ad Alba, dove lavorò come garzone presso un calzolaio. Dopo un pellegrinaggio a Santiago di Compostela, scelse una vita di umiltà e servizio ai più poveri, sostenendoli con il frutto del proprio lavoro e conducendo un'esistenza improntata alla carità. Morì ad Alba intorno al 1150 e le sue spoglie sono oggi custodite nel Duomo cittadino. A Vicoforte il suo culto è particolarmente radicato e il 1° giugno viene commemorato l'anniversario della sua santificazione.